Con l’autunno ormai alle porte si torna più frequentemente a parlare di caldaie e in particolare del nuovo libretto d’impianto relativo ai sistemi che contribuiscono a migliorare il comfort della tua casa in inverno ma anche in estate.

Cosa cambia, esattamente, con la nuova normativa? La questione è in realtà più semplice di quanto sembri. Differentemente dal vecchio “libretto di caldaia”, infatti, il nuovo libretto d’impianto – obbligatorio ufficialmente dal 15 ottobre dello scorso anno ma la cui normativa è stata pubblicata in un Decreto Ministeriale del 10 Febbraio 2014 – contiene i dati di tutti gli impianti (caldaia, condizionatore, impianti solari, stufe a pellet e così via) presenti nell’unità immobiliare. Nel caso in cui nella tua abitazione siano presenti – a titolo di esempio – un impianto di riscaldamento e uno di condizionamento distinti, sono quindi necessari due libretti di impianto separati che testimonino lo stato di salute di ciascun impianto nel dettaglio.

Se ancora non hai i nuovi libretti, però, niente paura. Con il Decreto Milleproroghe, approvato a fine febbraio dal Parlamento, il termine per l’adeguamento dei libretti è stato spostato ulteriormente al 31 dicembre 2015. Hai ancora alcuni mesi, dunque, per adeguarti alla nuova normativa.

Ma che cos’è esattamente il libretto d’impianto? Si tratta sostanzialmente di un documento che contiene tutte le informazioni sul tuo impianto, come – ad esempio – le caratteristiche tecniche, le eventuali modifiche, i dettagli relativi alla manutenzione dell’impianto o a eventuali sostituzioni di singoli componenti dell’impianto e, naturalmente, anche le informazioni relative agli interventi di controllo. In apposite schede sono inoltre riportati anche i dati di tutti gli apparecchi che costituiscono l’impianto termico.

La compilazione del libretto, pur rischiando – all’apparenza – di sembrare ostica, in realtà non è particolarmente difficile. Occorre innanzitutto distinguere tra un vecchio impianto e un nuovo impianto. Nel primo caso, la compilazione del libretto spetta al responsabile dell’impianto stesso – nel caso di un abitazione privata, dunque, il proprietario o l’inquilino – o ad un eventuale terzo responsabile: sarà tuttavia sufficiente chiamare i nostri tecnici, che si occuperanno di tutto e cercheranno di sciogliere ogni tuo dubbio, dandoti se necessario istruzioni anche su come compilare la scheda 14 del libretto dove – stagione dopo stagione – vanno appuntati i consumi di combustibile così come rilevati dai contatori. Nel caso di un nuovo impianto, invece, la compilazione del libretto viene realizzata direttamente dall’installatore, al momento della messa in atto dell’impianto stesso.

In caso di interventi di controllo e manutenzione, è poi necessario compilare anche una scheda aggiuntiva chiamata “rapporto di efficienza energetica”: una copia di questo documento verrà poi allegata al libretto d’impianto stesso. In particolare la regione Piemonte ha introdotto delle informazioni per garantire una migliore gestione delle attività di accertamento e un attento coordinamento con gli altri catasti regionali: tra queste il codice dell’impianto, i dati catastali dell’edificio (NCEU), il punto di riconsegna del combustibile e il punto di consegna dell’energia elettrica (POD).

Ma niente panico. Pur essendo una scheda molto dettagliata e all’apparenza complessa, non devi preoccuparti, in quanto la compilazione della stessa spetta al tecnico da te incaricato della manutenzione e sarà comunque cura dei nostri professionisti inviare agli enti preposti i dati relativi allo stato di salute del vostro impianto. Si tenga inoltre presente che sono esentati dalla compilazione del rapporto di controllo – ma attenzione, non del libretto! – tutti quegli impianti alimentati unicamente da fonti di energia rinnovabili.

Per qualsiasi informazioni aggiuntiva, o per eventuali dubbi, si tenga anche in considerazione che è possibile consultare l’apposita pagina del sito del Ministero dello Sviluppo Economico.